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MISE(RICORDIAMO): Il valore del mutualismo per il Volontariato e il Terzo Settore

Concetti come volontariato e Terzo Settore suonano ormai familiari e, soprattutto il secondo, è entrato a pieno titolo anche nel linguaggio burocratico-amministrativo con la riforma del 2017, che ne regola natura e attività.

Esiste tuttavia una parola di cui, probabilmente, questi termini possono essere considerati la diretta progenie: mutualismo.

Le società operaie di mutuo soccorso

Per comprendere cos’è il mutualismo è necessario partire dalla storia delle società di mutuo soccorso in Italia, nate nel XIX secolo, e delle loro consorelle inglesi, le friendly societies, operanti già dal XVIII secolo.

Osservandone i “compleanni” si capisce subito il contesto storico in cui nacquero e i bisogni a cui intendevano rispondere.

Siamo negli anni della protoindustria, un modello di organizzazione delle attività extra-agricole che anticipa la Rivoluzione industriale e segna il passaggio da un’economia contadina a una manifatturiera.

Nel 1713, con la fondazione della fabbrica di seta di John Lombe in Inghilterra, si chiude simbolicamente l’era protoindustriale e si apre la stagione delle macchine e del lavoro salariato.

Non è un caso che le prime forme di mutuo soccorso nascano proprio nel Regno Unito, “paese first comer” della Prima Rivoluzione Industriale, mentre l’Italia, “third comer” nello sviluppo industriale, vedrà fiorire le proprie esperienze mutualistiche solo nella seconda metà dell’Ottocento.

Ma più che una questione di tempi, ciò che conta è il bisogno umano e collettivo di sostegno reciproco: con il declino dei legami tradizionali e comunitari, le classi lavoratrici cercano nuove forme di solidarietà, capaci di garantire assistenza in caso di malattia, disoccupazione o infortunio.

Dalla solidarietà meccanica alla solidarietà organica

Il mutualismo rappresenta dunque una transizione, quasi un passaggio “2.0”, tra due forme di solidarietà.

Come ricordava il sociologo francese Émile Durkheim, la solidarietà meccanica è propria delle società semplici, basata sulla somiglianza e sull’appartenenza, mentre la solidarietà organica appartiene alle società complesse, dove la coesione nasce dall’interdipendenza e dalla specializzazione dei ruoli.

Le società di mutuo soccorso incarnano esattamente questa trasformazione: piccole cellule di coesione sociale che anticipano l’idea moderna di welfare partecipato.

Cesare Pozzo: il padre nobile del mutualismo moderno

In questo contesto si inserisce la figura di Cesare Pozzo, ferroviere, patriota e figura cardine del mutualismo italiano.

Originario di Novi Ligure, Pozzo fu tra i promotori di una nuova forma di cooperazione solidale tra lavoratori, fondata non solo sulla carità ma sulla mutualità come diritto e sulla dignità del lavoro.

Nel 1877, insieme ad altri colleghi ferrovieri, fondò la Società di Mutuo Soccorso fra i Ferrovieri, che divenne un modello nazionale di organizzazione mutualistica.

L’obiettivo era tanto semplice quanto rivoluzionario: creare un sistema di tutela collettiva in grado di sostenere i soci in caso di malattia, infortunio, disoccupazione o morte, anticipando così alcune delle funzioni che oggi appartengono al welfare pubblico.

Dopo la sua morte, la società prese il nome di “Società Nazionale di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo”, oggi una delle più antiche realtà mutualistiche ancora attive in Italia.

La sua eredità è duplice: da un lato, la visione di un mutualismo come strumento di giustizia sociale e partecipazione; dall’altro, il legame tra solidarietà e competenza, che oggi ritroviamo nelle organizzazioni del Terzo Settore e nel mondo del volontariato.

Dal mutualismo al volontariato contemporaneo

Il principio fondante del mutualismo — aiutarsi reciprocamente per migliorare la vita collettiva — è lo stesso che anima il volontariato moderno.

Le Misericordie, le Pubbliche Assistenze, le Cooperative Sociali e le Associazioni di Promozione Sociale ne sono, a tutti gli effetti, gli eredi naturali.

Se ieri il bisogno era quello di creare reti di sostegno economico e sanitario per i lavoratori, oggi la sfida è quella di ricostruire legami comunitari e di prossimità in un contesto sociale sempre più frammentato.

In fondo, il messaggio del mutualismo resta attualissimo: la cura reciproca è il vero motore del cambiamento sociale.

E ricordarlo — mise(ricordarlo), potremmo dire — è un modo per riscoprire le nostre radici e dare nuovo significato al volontariato di oggi.

MISE(RICORDIAMO): la nuova rubrica a carattere storico divulgativo ma dal taglio pop della Misericordia di San Casciano in Val di Pesa