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Piazzetta Simone Martini, 4 – 50026 San Casciano V.P. (Firenze)

Dai nonni la prima lezione su come prendersi cura degli altri. Intervista ad Alessia Calvetti

Alessia Calvetti ha 22 anni, è nata nel 2004 e vive a Cerbaia. Nella vita studia Scienze dell’educazione e della formazione all’Università di Firenze, ma le sue giornate difficilmente si fermano sui libri. Lavora come bagnina e istruttrice in piscina a San Casciano, fa la cameriera e, nel tempo che riesce a ritagliarsi, è volontaria alla Misericordia. Insomma, è una di quelle persone che non si fermano mai.
Il suo ingresso in Misericordia è relativamente recente, gennaio 2024. Ma, come spesso accade, dietro una scelta che sembra improvvisa c’è un percorso più lungo, fatto di esperienze e momenti che si incastrano tra loro. Nell’estate del 2023 Alessia parte per un Erasmus a Malta. Al ritorno, è la madre a mandarle una locandina. Stavano per iniziare i corsi di primo livello della Misericordia. Da lì nasce la decisione di provarci.
Ma la spinta più profonda arriva da qualcosa di molto più personale. Alessia è cresciuta in un contesto in cui i nonni sono sempre stati presenti, parte integrante della sua quotidianità. Quando il nonno si ammala, si trova davanti a una sensazione precisa che è quella di non sapere cosa fare. È in quel momento che si accende una consapevolezza nuova. Quando una persona vicina sta male e ti senti impotente, capisci davvero quanto siano fondamentali certe realtà come la Misericordia. È quello il primo vero movens.
L’ingresso in Misericordia è accompagnato da un ambiente che lei descrive come accogliente, capace di tenere insieme generazioni diverse. Alessia si trova bene sia con i volontari più giovani che con quelli più esperti, e proprio da queste relazioni iniziano a emergere i primi punti di riferimento. Tra questi c’è Ombretta Lombardi, anche per un legame che passa dalla famiglia, Ombretta è stata collega della sua Nonna, ma soprattutto c’è Valentina Bianchi, giovane volontaria come lei. Il rapporto con Valentina si consolida fin da subito, in un momento tutt’altro che semplice. Il primo intervento di Alessia in ambulanza è un arresto cardiaco, un vero e proprio “battesimo di fuoco”. In una situazione così delicata, la presenza di qualcuno con esperienza fa la differenza. Per Alessia, Valentina diventa da quel momento un punto fermo, un riferimento sia sul piano umano che su quello della competenza. Una figura che tiene insieme amicizia e sicurezza.
Guardando al contesto di San Casciano, Alessia ammette di non avere una percezione completa. La sua vita si divide molto su Firenze, tra università e amicizie, e questo la porta a vivere meno il territorio in senso stretto. Tuttavia, una riflessione le è chiara: la Misericordia sembra essere una realtà che si conosce davvero solo quando la si incontra da vicino. Se ne hai bisogno, la capisci e la apprezzi profondamente. Se non ne hai mai avuto bisogno, rischia di restare qualcosa di distante, quasi invisibile.
A questo si aggiunge un tema più ampio, quello della consapevolezza. Secondo Alessia, manca una vera alfabetizzazione sanitaria. Le persone spesso non sanno cosa faccia davvero un volontario della Misericordia, quali siano le sue competenze e anche i suoi limiti. Una distanza che non è solo fisica, ma anche culturale.
Nonostante questo, il suo sguardo sul futuro è positivo. All’interno della Misericordia ha trovato un gruppo in cui si sente a suo agio, sia nel rapporto con i coetanei che con i volontari più grandi. È un ambiente che la fa crescere e in cui si riconosce.
Tra le attività che le stanno più a cuore, emergono quelle legate alle case di riposo. Non è un caso. Il legame con gli anziani, per Alessia, è qualcosa di profondo, che nasce dalla sua storia personale. Lo definisce così, con semplicità: “ho un’empatia particolare”.
La sua è una storia che parte da vicino, da un’esperienza familiare e da una sensazione di impotenza, e che si trasforma in una scelta concreta. Un percorso che non nasce da un progetto preciso, ma da una consapevolezza che cresce nel tempo. E che, passo dopo passo, trova il suo posto.

Vivere accanto ai nonni ha permesso ad Alessia di confrontarsi con il valore della cura, della solidarietà e del dono.