E’ un attimo, quello in cui scegli di metterti in gioco, anche senza sapere esattamente cosa troverai dall’altra parte. Per Niccolò Ciulli quel momento è arrivato a febbraio 2025, con l’inizio del Servizio Civile Regionale alla Misericordia di San Casciano in Val di Pesa.
All’inizio non conosceva nessuno. E come molti giovani aveva un’idea parziale di cosa significa davvero Misericordia: ambulanze, emergenze, interventi. Una realtà importante ma troppo tecnica e formale.
Poi l’esperienza ha iniziato a cambiare prospettiva.
Accolto da volontari più grandi, ha trovato figure di riferimento capaci di
accompagnarlo con discrezione. Tra queste cita Jacopo Molinaroli, Federico Musciotto, Alessio Martini e l’esempio di Vasco Cinelli, presenza costante e concreta. È lì che ha iniziato a capire che la Misericordia non è come appare: è comunità, relazione, continuità.
Quella che era partita con un certo scetticismo si è trasformata in consapevolezza.
Oggi emerge persino un piccolo rammarico: non aver iniziato prima. Perché quando scopri che esiste qualcosa che va oltre te stesso, racconta, cresci. Non solo nelle competenze — che pure arrivano — ma nello sguardo, nella percezione delle cose.
Il Servizio Civile, in questo percorso, è stato il motore silenzioso. Un’occasione concreta per entrare in una realtà che spesso i giovani percepiscono distante. Non serve arrivare già formati o sicuri di sé: si impara facendo, si costruisce fiducia giorno dopo giorno.
Timido ma non introverso, Niccolò descrive un buon rapporto con i coetanei.
L’amicizia con Mattia Lo Coco, anche lui giovanissimo volontario della Misericordia, resta un punto fermo. L’esperienza in Arciconfraternita non lo ha isolato dal mondo dei giovani, semmai gli ha dato strumenti in più per viverlo.
Per lui la parola che meglio racconta questi mesi è “altruismo”. Non un gesto straordinario, ma una scelta quotidiana. È questo, forse, il cuore della Misericordia.
E forse è anche il motivo per cui percorsi come il Servizio Civile riescono ad avvicinare nuove generazioni: perché offrono un primo passo concreto. Da lì, spesso, nasce qualcosa che va ben oltre l’esperienza iniziale.

Per Niccolò Ciulli è il Servizio Civile la vera leva per avvicinare le giovani generazioni al mondo del volontariato organizzato

