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Piazzetta Simone Martini, 4 – 50026 San Casciano V.P. (Firenze)

Un’eredità silenziosa: Valentina Ulivoli e il volontariato che viene da lontano

Valentina Ulivoli ha 49 anni e nella vita di tutti i giorni lavora come addetta alle pulizie in una ditta di San Casciano in Val di Pesa. Ma c’è un momento, ogni volta, in cui il tempo sembra fermarsi: è quando indossa la divisa della Misericordia. In quel gesto c’è molto più di un cambio d’abiti. C’è una storia che torna a farsi presente. Suo padre, per trentacinque anni volontario alla Misericordia di Impruneta, glielo diceva spesso: «Vai, prova anche tu». Da ragazza Valentina non se la sentiva. Non era il momento. Oggi, invece, ogni servizio è anche un modo per sentirlo vicino. «Quando indosso la divisa, il babbo è con me», racconta. E in quella frase c’è tutto: memoria, gratitudine, continuità.
Il suo percorso in Misericordia è iniziato tre anni e mezzo fa, passo dopo passo. Prima il corso di primo livello, poi il secondo, fino ai servizi veri, quelli che ti mettono davanti alla fragilità delle persone e anche alla tua. «Quando passai l’esame finale ci dissero: adesso c’è solo da imparare». Una frase che non si dimentica, perché racchiude il senso profondo del volontariato: non sentirsi mai pronti abbastanza, restare umili, disponibili, presenti. All’interno della Misericordia, Valentina ha trovato mani tese e sguardi che sanno accogliere.
Ombretta Lombardi è il suo punto di riferimento: una persona capace di farti sentire a casa anche quando ti senti insicura, di spronarti senza giudicare. In Misericordia, racconta Valentina, non sei mai solo. Anche quando pensi di non farcela.
Un altro aspetto che la colpisce profondamente è il rapporto con i giovani volontari– Valentina è sorpresa dalla loro maturità. Li ascolta, si confronta, impara. «Da loro c’è tanto da imparare», dice. I ragazzi si aprono, cercano il dialogo, mostrano una forte voglia di confronto. Per lei non sono solo nuove leve, ma veri e propri supporti, parte integrante di una comunità dove le età si mescolano senza barriere: dal diciannovenne al settantenne, tutti sullo stesso piano.
Un richiamo forte poi all’importanza della Misericordia per il territorio sancascianese: è molto più di un’associazione. È un punto fermo per tutta la comunità, una presenza che non si limita all’emergenza ma si prende cura delle persone anche nei bisogni quotidiani, negli ausili, nelle fragilità che spesso restano invisibili.
Il suo, precisa, non è un volontariato mosso dalla fede. «Il rapporto con la religione non è centrale per me», spiega. Ciò che conta è la cultura della cura, il sentirsi responsabili gli uni degli altri.
Eppure, nei momenti più duri, anche Valentina ha sentito il bisogno di appoggiarsi a qualcuno.
Durante un servizio particolarmente critico, parlare con Don Marco – una persona che definisce speciale – è stato un conforto profondo. Un attimo di respiro, di umanità condivisa, che resterà dentro.
Guardando avanti, Valentina ha un desiderio: che la Misericordia non cambi mai. Che resti fedele a sé stessa. Che continui ad essere quel baluardo sociale che oggi rappresenta, soprattutto in un tempo in cui, dice senza mezzi termini, «c’è un privato cannibale che non guarda in faccia a nessuno». La Misericordia, invece, guarda. Guarda chi ha meno, chi è rimasto solo. E di persone sole, oggi, ce ne sono tantissime.
Il suo sogno è vedere sempre più giovani avvicinarsi. Le fa male quando qualcuno si allontana appena si prova a spiegare cos’è davvero la Misericordia. Perché entrarci significa scoprire un luogo dove la solidarietà nasce dentro e poi si espande fuori, nella comunità, come un’onda silenziosa ma costante.
Se dovesse scegliere una parola per descrivere la Misericordia Valentina sceglierebbe solidarietà: solidarietà che si eredita, si pratica e si restituisce. Un filo che lega le generazioni, un gesto quotidiano che non fa rumore, ma cambia la vita. Anche la sua.

Valentina Ulivoli

Quando indossa la divisa della Misericordia, Valentina si sente più vicina a suo padre che per 35 anni è stato volontario della Misericordia di Impruneta. Una storia di memoria, gratitudine e comunità.