San Lorenzo e San Tommaso d’Aquino

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Le due opere sono del Manetti: sulla destra San Lorenzo, martire del III sec è rappresentato con i suoi segni distintivi: la veste dalmatica, la graticola e la palma del martirio, sulla sinistra invece vi è San Tommaso d’Aquino, appartenente all’ordine domenicano, proprietario di questa chiesa.

Le due tele furono realizzate da Rutilio Manetti, pittore senese che ha lavorato anche nella Certosa del Galluzzo, e sono riconducibili al 1600 per lo studio della luce, tipica di Caravaggio e ripresa anche da altri artisti.

Furono dipinte appositamente per questo altare maggiore, ciò è intuibile dalla precisione con cui la cornice delle due opere combacia con l’arcata in cui sono inserite.

Esse inoltre ricevono la luce reale dalla finestra in alto sulla sinistra.


BIOGRAFIA DI RUTILIO MANETTI
(Siena 1571-1639)

Le opere della sua prima maturità appartengono a quel tardo manierismo senese che risente dell’influenza della pittura romana come gli affreschi nel Palazzo Pubblico di Siena(1597-98) e altre opere in Pantaneto e Salicoto. Più tardi è attento alle novità provenienti da Firenze col Cigoli, il Passignano, il Poccetti, mentre un viaggio a Bologna gli fa conoscere l’opera del Guercino.

La sua vena pittorica produce le opere migliori nell’ultimo ventennio di attività poiché l’artista entra a conoscenza di caravaggeschi come il Manfredi, il Valentin, la Gentileschi.

Uno dei capolavori si questi anni è il Sant’ Alessandro liberato da un angelo per Sant’ Ansano in Greti, del 1625-26.

Tuttavia in Manetti non rimane estraneo al primo barocco, soprattutto nelle opere a carattere religioso come l’Immacolata e i Profeti in San Niccolò a Siena del 1629 o il Sant’ Antonio in San Domenico, sempre a Siena del 1628. Opera anche nel territorio fiorentino, dipingendo, per la Certosa di Firenze, le tele raffiguranti quattro Beati dell’ordine certosino.