Maestà di Ugolino di Nerio

MaestaRealizzata nel XIV secolo l’opera, ancora lontana dalle influenze stilistiche giottesche, rispecchia il gusto senese medioevale: lo sfondo dorato e la staticità della Madonna priva di prospettiva della figura sono elementi tipici del gotico.

Il mantello  blu, simbolo della maternità divina e la veste rossa, prefigurazione della passione del figlio, sono caratteristiche proprie della raffigurazione della Madonna. La cromia del mantello, anche a causa degli anni, scurendosi, impedisce di notare le pieghe ricercate dellMaesta1’abito intuibili però dal ricco bordo. Lo sguardo  di Maria sembra incrociarsi  con quello del figlio che allunga la sua mano verso il suo volto.

Il trono su cui è assisa la Vergine rende un accenno di prospettiva sottolineato anche dal pavimento.

In basso a destra  troviamo il committente raffigurato in piccole dimensioni con lo sguardo rivolto verso Maria.

Del medesimo autore sono anche le due tavole, parte di un polittico smembrato, poste ai lati sopra le due porte, raffiguranti a sinistra San Francesco d’Assisi  e a destra San Pietro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Maesta3Maesta2San Francesco  indossa il saio dell’ordine da lui fondato, le sue mani e il costato sono trafitti dalle stigmate che il santo ricevette sul monte della Verna e la sua testa presenta la classica tonsura dei capelli. Il santo inoltre tiene in mano il libro della regola.

San Pietro, primo papa, ha in mano un libro e le chiavi simbolo del potere affidatogli da Cristo. Oggi le chiavi non sono più presenti anche se è possibile intravedere il loro contorno.

In queste due tavole è più evidente la corporeità segno che il pittore, avendo lavorato anche a Firenze, è entrato in contatto con la pittura di Giotto.

 

 

 

 

 


BIOGRAFIA DI UGOLINO DI NERIO
(Siena, documentato dal 1317 al 1327)

Seguace di Duccio da Boninsegna di cui interpreta gli insegnamenti in maniera più squisitamente gotica. Dal 1308 al 1311 collabora ad alcune parti marginali della grande Maestà duccesca ( Siena museo dell’Opera del Duomo); successivamente esegue un politico-ora smembrato in vari musei-per la chiesa di Santa Croce in Firenze e uno per Santa Maria Novella.

Di sua mano sono anche la Madonna col Bambino nella chiesa dei Servi di Montepulciano e il crocifisso della chiesa dei Servi a Siena. L’ultimo documento sul l’artista lo vuole attivo nel 1327 ma forse la sua opera si protrae oltre il primo trentennio del secolo.