Arte: continua il restauro del crocifisso di Simone Martini

Arte: continua il restauro del crocifisso di Simone Martini

 

 

Continua grazie all’intervento della dottoressa Zaccheddu, funzionario della Soprintendenza per i Beni Artistici delle province di Firenze, Pistoia e Prato, che ha collaborato con il dottor Ciatti dell’Opificio delle Pietre Dure; con loro interessamento abbiamo potuto assistere alla recente (in data 28 Gennaio) e deliziosa conferenza tenuta da Nicoletta Matteuzzi, responsabile del Sistema Museale del Chianti e del Valdarno e a Alessandra Ramat, restauratrice dell’Opificio. Con interventi del professor Roberto Cacciatori e dell’assessore Chiara Molducci.

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Slide molto chiare mostravano riflettografie IR, radiografie a raggi X e stratigrafie, utili per la diagnostica dei particolari: se la vicenda della pulitura era conosciuta, sulle decorazioni del perizoma (che non sarebbero state eseguite con un pigmento nero*) avevamo una falsa verità. Da non sottovalutare inoltre i problemi riguardo la commissione, malgrado sia con tutta probabilità attribuibile ai padri domenicani di Santa Maria Novella. Interessanti i riferimenti più generali alla storia del nostro paese.

La visita.

Infine i presenti si sono recati alla chiesa di Santa Maria sul Prato, dove l’architetto Marco Pagliai ha illustrato le opere conservate, spiegando i vari lavori eseguiti negli anni, facendo omaggio ai visitatori del volume: “La Misericordia di San Casciano in Val di Pesa tra cronaca e storia”.  Nella visita preziose le precisazioni del provveditore alla chiesa Paolo Bacci.

* Ma con un pigmento blu e uno rosso.

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I “gioielli” della chiesa della Misericordia e un appello per le nuove luci

I “gioielli” della chiesa della Misericordia e un appello per le nuove luci

VignaliSitoMise

La chiesa di Santa Maria al Prato, in piazzetta Simone Martini, più conosciuta dai sancascianesi come chiesa della Misericordia, custodisce tesori curati con amore dalla Confraternita “confinante”.

Da pochi mesi è tornata la tela data in prestito per la durata della mostra di Carlo Dolci, il dipinto di Jacopo Vignali “Circoncisione di Gesù”. Al suo ritorno a San Casciano era presente anche un funzionario della Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici per le provincie di Firenze, Pistoia e Prato, Maria Pia Zaccheddu.

“Durante la fase di restauro del dipinto – ci ha spiegato – eseguito prima dell’esposizione, è stata tolta la cornice in quanto negli anni era stata applicata malamente sopra al dipinto, togliendo 4-5. Non solo copriva la pittura, ma era stata malamente inchiodata in corrispondenza del telaio”.

Così le restauratrici de L’Atelier s.n.c., Beatrice Borgognoni, Lucia Cioppi e Angela Matteuzzi, hanno applicato nuovamente una cornicina laterale in legno color noce, a copertura del bordo, riacquistando così quei centimetri coperti in precedenza: questa accortezza è stata applicata anche ad altri dipinti.

“Nell’occasione – ha proseguito Zaccheddu – è stato inoltre deciso di rafforzare le staffe che sorreggono i dipinti per una maggiore sicurezza. Questo grazie alla ditta Apice Scrl, specializzata per la movimentazione delle opere d’arte, il trasporto, l’esposizione”.

Non è la prima volta che le opere che si trovano all’interno di Santa Maria al Prato, con il consenso della Soprintendenza, vanno in “prestito” a importanti mostre a carattere nazionale. Come ci ha confermato la segretaria dell’Arciconfraternita Susanna Gherardelli, sempre attenta assieme al Provveditore Paolo Bacci alla cura della chiesa.

Tra le opere più preziose c’è anche un meraviglioso “Crocifisso”, dipinto su tavola, attribuito al pittore senese Simone Martini (da cui prende il nome la piazzetta). Attualmente l’opera si trova all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze per un importante intervento di restauro.

Uno dei prossimi obbiettivi che si pone l’Arciconfraternita è la realizzazione di un nuovo impianto luci per la chiesa: per questo si stanno cercando dei finanziatori, benefattori, che con il loro prezioso contributo renderanno ancora più piacevole la magica atmosfera di Santa Maria al Prato.

Articolo tratto da Il Gazzettino del Chianti e delle colline fiorentine