La tradizione del Sepolcro

Dopo la fioritura di:

14 azalee rosa, 24 ortensie rosa, 12 ortensie celesti, 60 gerani rossi, 4 calle, 2 camelie, 10 begonie rosse, 10 gerbere, 6 anthurium e 6 gigli; e grazie all’estro di Paolo Bacci e Marcello Giuntini il SEPOLCRO appare, anche quest’anno, sotto i nostri occhi: e in una veste nuova che, pur essendo priva di molte vecce, è stata forse più suggestiva della precedente. Sul perché ho intervistato Paolo:

“Quest’anno ho voluto intensificare il valore della sofferenza di Gesù, aggiungendo una croce di gerbere rosso – sangue; di cui puoi vedere le corolle sul cotone dell’ostia.”

–  Com’è iniziata questa tradizione?

“Nel ’60, quando io e Ernesto Visibelli, il custode di allora, piantammo le prime vecce.”

– Cosa ci vuole per percorrere sempre la strada della devozione e della bellezza, rinnovando ogni anno la stessa opera?

“Buoni collaboratori: come Marcello e anche Gabriele Lotti che ha dato un contributo indispensabile. E poi la passione.”

 

sd

L’Arciconfraternita della Misericordia ringrazia il Gazzettino del Chianti e Antonio Taddei sempre attenti e sensibili alla nostra sacralità.

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