La Misericordia perde un pezzo del suo cuore: addio a Luciano Lotti

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Luciano Lotti aveva gli occhi chiarissimi. Mani d’artista, muratore di quelli di una generazione ormai quasi scomparsa. Forse, dice qualcuno (e gli altri non se ne abbiano a male), l’ultimo “vero” muratore di San Casciano.

Molti lo conoscevano anche con il suo soprannome, “Pissine”: lo aveva ereditato dal babbo, mastro muratore anch’esso.

Luciano è arrivato alla fine del suo cammino terreno mercoledì 18 novembre, aveva 68 anni: ha lottato a lungo contro una malattia che alla fine ha vinto. Ma non sul suo spirito, sulla sua voglia di esserci e di darsi al suo paese.

Così come costruiva le case, Luciano aveva costruito anche, assieme ai suoi Fratelli, un pezzo della Misericordia di San Casciano. In particolare era stato fra i fondatori della Protezione Civile. Ma non solo.

“Luciano era una grande persona – ci dice Marco Pagliai, ex Governatore della Confraternita – un grande amico della Misericordia, un grande Fratello”.

“Su di lui si poteva sempre contare – ci confida – è stato il cardine della Protezione Civile, ma anche autista abilitato per le conduzione delle ambulanze. Ha fatto servizio fino a pochi mesi fa, portando i dializzati sul pulmino”.

Era uno che si dava da fare Luciano, “un risolutore di problemi” lo definisce Pagliai. Che poi indulge a un dolcissimo ricordo: “Io lo considero uno fra gli ultimi muratori che avevano questa arte nel sangue. Il suo babbo era muratore, lo ricordo ancora oggi: aveva una tuta gialla e un berretto di carta fatto con i ballini di cemento”.

“Luciano l’ho conosciuto che eravamo ancora bambini – dice ancora Pagliai – tanto che ho fatto anche alcuni anni delle scuole elementari insieme a lui. Vivevano in una casa di contadini a San Martino, lungo la via Empolese: ricordo ancora oggi che la sua zia Maria era la “famosa” perpetua di don Ivo Biondi“.

Amici da una vita Marco e Luciano: “Siamo stati sempre molto in contatto, l’ultimo lavoro di restauro l’ha fatto a casa mia. Sono andato a trovarlo martedì e gli ho portato il numero speciale di Tex, che era una sua grande passione. Ci siamo messi a parlare della Misericordia, delle elezioni che ci saranno sabato. Mi raccomando, gli avevo detto, devi votare!”.

Una perdita enorme per la Confraternita sancascianese: “Da parte nostra – dice il Governatore Marco Poli – esprimiamo la vicinanza alla famiglia, ricordando la straordinaria generosità di Luciano, il suo grande impegno, lo spirito di servizio verso chi soffre e verso tutta la sua comunità”.

“Per noi – dice Poli in conclusione – è stato un onore stargli vicini in tutti questi anni ed aver lavorato insieme. Un onore e un orgoglio”.

Il suo “erede” nel gruppo di Protezione Civile è Bruno Raho, attuale presidente: “Ma il vero presidente – ci dice Raho – per tutti noi è rimasto sempre lui. Era “il Presidente” per eccellenza. Disponibile, un punto di riferimento, sempre presente. Ha dato anima e cuore per la Protezione Civile. Quello che siamo diventati lo dobbiamo a lui”.

“Con i giovani? Era anche troppo buono – sorride Raho – non ti rimproverava ma di aiutava. Era davvero, e non è un modo di dire, benvoluto da tutti. Io per primo, che sono il presidente della Protezione Civile da sei anni, mi rivolgevo sempre a lui su qualsiasi cosa”.

I funerali di Luciano Lotti si terranno venerdì 20 novembre con partenza alle 10 dalla chiesa di Santa Maria sul Prato.

Accanto a quella sede della Misericordia di cui Luciano ha varcato migliaia di volte nel suo percorso di impegno e passione per la Confraternita di San Casciano.

 

Articolo tratto da Il Gazzettino del Chianti e delle Colline fiorentine

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